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martedì 18 agosto 2015

Polpette di melanzane a norma (L 626/94)

La ricetta l'ho presa internet. La ricopio tale e quale, commentando i passaggi secondo la mia esperienza personale.
Ingredienti
2-3 melanzane 4 uova (io 2) 250 gr circa di pane raffermo, 2 cucchiai di parmigiano, 2 cucchiai di pecorino, 1 spicchio d’aglio, Foglie di basilico. Sale. O extravergine o di semi di arachidi. (Io anche un po' di pepe)
RICETTA
“Mettere a bollire dell’acqua in una pentola.Lavare le melanzane, tagliarle a fettine, quando l’acqua bolle tuffarci le melanzane e farle cuocere.”
COMMENTO
Ora, avete mai messo le melanzane a bollire? Per me era la prima volta e ho quindi scoperto oggi che le melanzane rispondono a meraviglia alla legge di Archimede e hanno una spinta verso l'alto straordinaria. Saltano fuori dall'acqua che nemmeno uno scafista davanti alla Guardia Costiera. Per chi bolle l'acqua, se le melanzane lottano per lasciare la pentola? Viene da spingerle giù, ma sono tagliate a fettine e mentre ne affoghi una, eccone altre sette che schizzano fuori. Mia moglie mi ha nascosto i guanti di amianto. Non mi resta di sperare che succeda qualcosa. In effetti, dopo un po', si arrendono: assorbono acqua e affondano perché ormai sono cotte.
RICETTA
“Quando sono cotte metterle in una scodella con acqua fredda, l’acqua fredda ha due scopi, quello di raffreddarle e quello di far perdere l’amaro”.
COMMENTO
Ok, dove sbaglio? Per me tre melanzane in una scodella ci stanno come il battacchio di Rocco Siffredi tra le chiappe di una Barbie. Eppure c'è proprio scritto scodella. Meglio una pentola da pasta.
RICETTA
“Nel frattempo mettere a bagno in acqua il pane raffermo”.
Questo lo so fare bene.
COMMENTO
“Togliere le melanzane dall’acqua, strizzarle bene e tagliarle a pezzetti, (io uso un bel coltello affilato, ma si può usare anche la mezzaluna), strizzare anche il pane e unirle in una ciotola.”
Scopro con orrore che le melanzane non si possono strizzare né bene né male. È come strizzare la maionese. Prima di cucinarle pesavano 4 etti circa, adesso pesano 6 chili e mezzo e funzionano come deumidificatori. Nella mia cucina si sta benissimo perché le melanzane cotte assorbono tutta l'afa. Mi rendo conto che è un problema serio. Il primo metodo che utilizzo è manuale. Schiaccio le melanzane con le mani, ma insieme all'acqua. se ne va anche la polpa. Allora uso lo scolapasta, ma dopo poche gocce si tappano tutti i buchi. Idea: la centrifuga dell'insalata. Appoggio la pasta fradicia sul fondo, ma la vedo scivolare subito tra le maglie troppo larghe del cestello. Devo decidere: il phon oppure tutto un lavoro di preparazione della teglia con la carta da forno, distribuzione della pasta di melanzana, portare il forno a temperatura, metterlo su ventilato.... no, troppo lavoro: meglio il phon. Senonché l'asciugacapelli non serve: crea divertenti crateri nella poltiglia, ma non asciuga. Riprovo allora con lo scolapasta e con tanta tanta tanta pazienza (che non ho mai avuto) elimino l'acqua in eccesso.
RICETTA E COMMENTO
“strizzare anche il pane e unirle in una ciotola”
Devo raccontare anche come ho strizzato il pane?
RICETTA
“Aggiungere il pecorino, il parmigiano, l’aglio tritato e il basilico ridotto in minutissimi pezzi, le uova, aggiustare di sale.
Amalgamare tutti gli ingredienti, se dovesse essere troppo duro aggiungere un altro uovo, se invece dovesse essere molle aggiungere qualche cucchiaio di pane grattugiato”.
COMMENTO
Ah! Ah! Ah! Se dovesse essere duro! Emoticon smile Emoticon wink Il mio impasto è così duro che con la luna calante sale la marea! Un'anatra potrebbe usarlo per insegnare ai suoi paperotti come ci si immerge. È talmente liquido che per la legge 626 è considerabile tra le vernici ignifughe. Il Polesine e Firenze erano deserti in confronto.
L'unica è asciugare con segatura o pangrattato. In casa ho solo il secondo e ne uso una quantità che Banderas non ha mai visto in tutta la sua cazzo di panettieria.
Sono polpette di pangrattato adesso.
RICETTA
“raggiungere la consistenza delle polpette, formare le polpette che di solito hanno una forma piatta ovalizzata, ma possono essere, anche rotonde o ovali. Friggere in abbondante olio, finché non sono dorate”-
La consistenza non è quella della stone del curling, ma adesso lìimpasto è plasmabile. Compongo delle palle che stanno insieme, le impano e le butto nell'olio bollente schizzando le piastrelle fino ad ora rimaste pulite.
SITO
“Se vi piacciono le mie ricette venite a trovarmi nella mia pagina facebook mettete mi piace e spuntate ricevi le notifiche, mi trovate anche su Twitter. Pinterest Google + Linkedin”
IO
Anche no. Ma ti pare? 

venerdì 10 aprile 2015

Filetto Buonissimo

Intanto, il Filetto Buonissimo non è fotografabile, non da me almeno, perché alla vista è ripugnante.
Ho preferito raccogliere e pubblicare la dichiarazione di un commensale.
Ingredienti: filetto vero, comprato dal macellaio, tagliato non tanto spesso. Per farlo sembrare di più, preferite 4 fettine piccole a due grosse.
Poi: cipolla, aceto, zucchero, senape panna da cucina, pepe, gas.
Preparazione: dopo aver ottenuto lo scontrino fiscale dal macellaio, tornate a casa e mettete il filetto nel frigorifero. È l'ultima cosa che userete.
Prendere una cipolla e fatela a pezzettini con coltellaccio. Più sono piccoli i pezzi, meglio è.
Soffriggete la cipolla nell'olio caldo in una padella antiaderente piccola. Mescolate con cucchiaio di legno e tenete d'occhio, ché la cipolla tende ad annerire in caso di combustione. In ogni modo, non è un problema: che sia dorata o che sia bruciata, quando aggiungerete l'aceto si aggiusterà tutto: colore e odore. Quanto aceto aggiungere? Diciamo due cucchiai? Mescolate il soffritto che adesso manda fuori gas che sembra di trovarsi tra Celere e dimostranti al G8. Quando l'effetto lacrimogeno passa, aggiungete un cucchiaino di zucchero e mescolate il tutto per qualche minuto. Poi spegnete.
A questo punto osservate il vostro lavoro. Siate sinceri: sembra una salsa o sembra una merda? Sembra una merda, per cui bisogna fare qualcosa. Se usiamo il batticarne per emulsionarlo, rischiamo di dover reimbiancare la cucina. Ma il mixer non si trova. Non è al suo posto. Prima di prendere in considerazione il matterello, guardate nella lavastoviglie. Il mio era lì. Basta tirarlo fuori avendo cura di capire per cosa è stato usato e soprattutto quando. I depositi negli angolini possono cambiare il gusto del nostro intingolo, il colore no perché per la proprietà invariantiva, la somma di tante cose, in cucina dà sempre il marrone.
Frullate il soffritto agrodolce tirandolo giù dai bordi lungo i quali tenta di scappare. Quando è diventato meno granuloso mettetelo da parte.
Nello stesso padellino, magari ripulito con un foglio di carta, mettete un cucchiaio abbondante di senape non troppo forte e tre cucchiai di panna da cucina. Mentre aggiungete la panna pensate al vostro interno coscia. Così.
Stemperate senape e panna nel padellino. Se non si emulsionano, aggiungete un po' di latte. Insomma la cosa deve essere fluida. Aggiungete quindi la salsa agrodolce di cipolla e aceto e mescolate il tutto. Insomma amalgamate le due salse.
Ci starebbe bene una macinata veloce di pepe ma nel mio Filetto Buonissimo mi sono dimenticato.
Poco prima di servire a tavola bisogna cuocere il filetto. Prendete le 4 fettine, e mentre le sollevate eucaristicamente, raccoglietevi un momento e pensate a quanto vi sono costate.
Appena scottate di qua e di là, aggiungete la salsa, poi giratele e giù altra salsa. Spostatele e giratele ancora, aiutandovi con il cucchiaio di legno e qui... attenzione. Se vi accorgete soltanto ora di aver utilizzato per cipolle olio, aceto e senape il cucchiaio di legno che sul manico riporta una scritta, nell'amata calligrafia, che dice “DOLCI”, sono cazzi. Avete sbagliato vita. Se è inverno e la stufa è accesa, siate veloci: meglio in cenere il cucchiaio che voi. Nessuno potrà dimostrare la vostra colpa. Se lo buttate nell'immondizia, lo troverà, se provate a sotterrarlo in giardino, un giorno uno strano albero vi tradirà.
La festa è rovinata dal peccato originale, ma non c'è ragione per rovinare la cena agli altri, quindi simulate buon umore e servite il Filetto Buonissimo, una fettina a testa ai commensali, e godetevi i mugolii e le parole di apprezzamento. Saranno le ultime.



giovedì 19 febbraio 2015

Bruco finto

Per fare il bruco finto servono due uova sode e 2 grani di pepe. Finito.

Indispensabile un piatto colorato. In mancanza va bene un coperchio rovesciato.

Certo, in stagione, se trovate un bruco vero da mettere in tavola è un'altra cosa.

venerdì 23 gennaio 2015

Pollo alle larve

Partiamo dalla foto da mettere online, che poi è il vero motivo per cui si cucina.
Lo scatto è prodotto da una Canon 600D, con tempo di esposizione 1/20 f/5.6 Iso 800.
Parto dalla foto perché la composizione è tutto. I semi di melograno devono essere disposti in un certo modo se vogliamo che sembrino veramente delle larve che abbandonano la carne infetta. Se il petto di pollo non è freschissimo, l'effetto sarà più realistico.

Ingredienti per una famiglia come la mia. (Io + un figlio vegetariano + uno schifiltoso + uno sbagliato. E una moglie con il rimprovero facile)
- 6 o 7 etti di petto di pollo tagliato a dadini. Meglio se molto vecchio.
- farina per infarinare
- una melograna
- un cucchiaio di cipollotti Lompigiani della Puglia (non ricordo bene il nome, Lombriaschi Lombellani... li ho trovati nel banco della gastronomia e mi sembravano adatti. Non lo sono)
- olio (mica tanto)
- pepe
- sale
- erbe della Provenza
- un avanzo di spumante di Natale secco
- mezzo porro
- una piccola cipolla
Quindi: In una padella bella grande, scaldare l'olio. Metterci dentro mezzo porro tagliato fine e tritato e una cipollina, anch'essa tritata. Aggiungere un tre giri di erbe di Provenza dall'apposito contenitore.
In un recipiente, infarinare i dadi di pollo e aggiungerli al soffritto. Rimestare con un attrezzo di legno, a meno che vostra moglie sia altrove, in tal caso usate quello che vi è più comodo. Coperchiate.
Prendete la melograna e studiatela. Se non siete abituati, non saprete come aprirla. Io non sono abituato e non sapevo come aprirla. Alla fine ho optato per il coltello a seghetta e, in effetti, si è divisa in due emisferi senza fare storie. Dentro è piena di grani rossi. Occhio che se li schiacciate esplodono e il succo rosso finirà sulle piastrelle dalle quali dovrete rimuoverlo, ma sappiate che con il Luminol, la scientifica ne troverà tracce per anni. Fa prima a esaurirsi il Cesio 137.
La polpa bianca della melograna è buona come la buccia di limone: fa schifo, è amarissima, non usatela. Se per caso la centrifugate insieme ai grani, poi dovrete fare come me e andare a cercare e eliminare tutti i pezzettini bianchi.
Intanto il soffritto si è seccato e il pollo si è asciugato. In altre parole sta bruciando. Aggiungete subito un po' di vino qualsiasi che avete in frigo. Io ne ho approfittato per finire lo spumante (secco) di Capodanno, mezzo bicchiere.
Avete così il tempo di centrifugare un po' di grani di melograna e ricavare del succo.
Quando il vino sarà evaporato, aggiungete il succo di melograno.
Abbondate di pepe. Io il pepe lo metto dappertutto, persino nella lavastoviglie insieme al sale.
Assaggiate un bocconcino di pollo e decidete se vale la pena aggiustare di sale o se non è meglio buttare via tutto.
Intanto cuocete la pasta che almeno avrete qualcosa da mettere in tavola.
Aggiungete i cipolloti lompigiani o come cazzo si chiamano e metà dei grani di melograno e spegnete il gas.
Mettete un po' di pollo in un piatto bianco. Aggiungete i grani al centro, concentrandoli in un punto, in modo che sembri il focolaio dell'infezione e poi fate una fila di larvette che esodi come Mosè verso il bordo del piatto.

Inquadrate e scattate, poi rimettete in padella per una mischiata generale, aggiungendo altri grani. Voilà. Sì, la tovaglia in foto è ancora quella del Pollo alla Sonia. Se mia moglie se ne accorge, si fa vedova.

venerdì 16 gennaio 2015

Pollo alla Sonia

Non ho mai considerato Sonia Peronaci come donna. Non so perché. Che ci vorrebbe a immaginarsela, mantecata sul tagliere nella cucina di Giallo Zafferano, con le poppe che sbattono in una padella wok (chissà cos'è) e lei che urla:" Brasami sulla leccarda! Montami a neve! Sbattimi come un uovo!" Che ci vuole? Basterebbe fantasia q.b. e una spolverata di libidine, ma io, ripeto, non l'ho mai fatto. Non che Sonia sia una donna poco piacente. È che io la vedo come la Maestra e non ha sesso per me.
Piuttosto, è lei che tenta di fottermi pubblicando sul suo sito delle videoricette che non c'entrano una fava con la ricetta scritta nella pagina del sito che sto consultando. Quindi, mentre cerco di concentrarmi su ingredienti e procedimento del pollo alle mandorle, sento la sua voce che mi parla delle tagliatelle alla scarola. Sarà per questo che vado in confusione e sbaglio spesso?

POLLO ALLA SONIA (O ALLE MANDORLE)
Ingredienti: andateveli a vedere sul sito Giallo Zafferano.
Procedimento: anche sul procedimento non ho nulla da dire, potete seguire quello di Sonia sul suo sito http://ricette.giallozafferano.it/Pollo-alle-mandorle.html (senza ascoltare la sua voce che parla d'altro) salvo che io, come regola di sopravvivenza, ho necessità di disobbedire agli ordini e alle indicazioni che ricevo dalle donne. E così ho introdotto un paio di varianti alla ricetta che hanno notevolmente peggiorato il risultato finale. Ma sai che gusto!

sabato 3 gennaio 2015

Pasta e fagioli

Intanto, bisogna risorgere i fagioli secchi. Per questo, il giorno prima, si mettono 3 etti di fagioli borlotti secchi in un recipiente con dell'acqua. Se fate come me, il giorno seguente avrete dei fagioli rinvenuti (quelli sotto) e dei fagioli umidi, ma sostanzialmente secchi, (quelli sopra) perché avete messo poca acqua e quelli sotto se la sono bevuta tutta.
Il giorno dopo, cioè oggi, preparate il resto degli ingredienti, che sono tanti.
- Olio di oliva
- scalogno o porro
- carota
- sedano
- 1 litro di brodo che si ottiene sciogliendo nell'acqua bollente apposito preparato.
E poi: Aglio origano, timo, maggiorana, salvia, pepe.
Procedimento. Soffriggere carota, porro o scalogno e sedano nell'olio d'oliva. Quando il soffritto cambia colore, aggiungete un po' di brodo caldo e lasciate consumare.
Prendere i fagioli che, ovviamente andavano previamente cotti. Non avevate capito che andavano prima cotti? Nemmeno io. Quindi spegnete sotto il soffritto, che se no brucia, e lessate i fagioli. Per quanto tempo? Se lo chiedete a Google vi viene un colpo. Dicono anche 60 minuti. In 60 minuti, io devo aver già lavato i piatti e preso il caffè, checcazzo. Per fortuna i borlotti risorti cuociono in fretta, una ventina di minuti e siamo di nuovo in tabella.
Metà dei fagioli cotti li mettete nel soffritto (riacceso) con del brodo, l'altra metà la passate nel passapatate coi buchi piccoli. Non passa? Allora mettete i fagioli così compressi nel mixer che frulla tutto, anche le bucce. Intanto non perdete d'occhio la pentola principale dove è ora di aggiungere i gusti. Io tutti quei gusti in casa non li ho. Ne ho solo due. Uno è l'origano, quello che abbiamo comprato nel 2011 (settembre) in Puglia e che teniamo nel portico, in un sacchetto di carta a testa in giù. È ancora profumatissimo, tanto che le cimici lo usano per imbalsamare i corpicini dei loro cari. In fondo al sacchetto è pieno di cadaverini. Bisogna fare attenzione a sbriciolare solo l'origano. L'altra erba è in un vaso. Profuma. Non so cosa sia, ma visto che mio figlio non la fuma, dev'essere per uso alimentare.
Intanto, aggiungete un po' di brodo al frullato di fagioli e amalgamate. Fatto? Aggiungete la poltiglia nella pentola. Fate cuocere tutto insieme qualche minuto, mescolando, poi aggiungete il brodo rimanente. Quando bolle, buttate la pasta. Quale pasta? Eh... i maltagliati non li ho. Gli occhi di lupo non li ho. Farfalline non ne ho. Alla fine ho messo giù i gnocchetti sardi Barilla, tempo di cottura 11 minuti, ma di solito scuociono prima.
Considerato che poi il tutto dovrà stare lì a rapprendersi, meglio spegnere a 9 minuti.
Macinate un po' di pepe e aspergete con un po' di olio. Consiglio di assaggiare per vedere il sale.

Potete impiattare. Impiattare è il verbo più brutto che sia mai stato coniugato, Fate la foto e caricatela su Facebook. Riceverete più like di quelli che ho ricevuto io, a casa dai miei commensali.

lunedì 29 dicembre 2014

Patate e carciofi al parmigiano finto

Ingredienti:
- un etto abbondante o anche due di parmigiano finto grattugiato da 9,80 il chilo.
- una crosta di parmigiano reggiano doc dop
- un po' di prezzemolo
- 6 o 7 patate medie
- una busta di carciofi surgelati Orogel da 300 gr in offerta a 1,89
- olio qb (quello buono?)
- uno spicchietto d'aglio
- pan grattato

Dunque, sbucciate e fate lessare nella pentola a pressione le patate. Regolate l'orologio in modo che non escano devastate, di quelle che infili la forchetta e si spaccano, le tiri su col cucchiaio e si versano, le prendi con il mestolo ed esplodono, le afferri con le mani e colano nel polsino della camicia. Se sono troppo cotte, cuocetene delle altre. Qui non vogliamo puré.
Per essere perfette, le patate devono provocare ustioni di non più di secondo/terzo grado e la consistenza deve permettervi di farne dei cubetti o delle fettine.
Con le stesse mani, magari facendo attenzione a non toccare nulla con la pomata anti scottature, aprite la busta di carciofi e versate il contenuto in uno scolapasta, dove i carciofi vanno bonificati con acqua corrente, in modo da portar via un po' di carica batterica. (se costano poco un motivo ci sarà)
Sempre con le stesse mani, mettete In un tegame un filo d'olio e fate dorare l'aglio tritato. L'aglio non è indispensabile, ma io lo metto anche nel tiramisu, A maggior ragione sta bene qui.
Quando la poltiglia d'aglio ha impregnato ben bene l'olio, mettete a cuocere i carciofi. Coperchiate e mescolate di tanto in tanto. Dieci minuti dovrebbero bastare.
Intanto, grattugiate il parmigiano finto (possibilmente con un attrezzo elettrico) e preparate la teglia con carta da forno sul fondo. Olio e spolverata di pan grattato.
Il prezzemolo lo avete tritato? Tritatelo.
Facciamo finta che i carciofi non si siano attaccati al tegame e che le patate siano ancora trattabili e di un bel color cellulite. Componete uno strato di patate e carciofi, coprite con parmigiano finto, un po' di prezzemolo e pan grattato. Poi componete il secondo strato, uguale al primo e sul pan grattato finale versate un po' d'olio.
Mettete nel fornetto elettrico che si scalda in un amen a 200 gradi per 15 - 20 minuti..Ogni tanto controllate che la superficie non annerisca. Io non mi prendo responsabilità.
Quando sfornate, mettete nei pressi la crosta di Parmigiano Reggiano doc e dop da 26 euro al chilo e fate la foto.

Uova negative

Il nome di un piatto è importante, "Uova negative" mi sembra che contenga in sé il germe di un gioioso appetito. Il fatto è che oggi ho tempo zero. Per tutto. Quindi fotografo di corsa queste uova negative, o uova invertite, o ancora, uova finte o uova al contrario. In realtà non sono affatto uova. Ingredienti: 3 tomini del boscaiolo Longo 3-4 carote una cipollona olio pepe no aglio no (giusto un'idea se non resistete) un cucchiaino di salsa di soia sale (per chi se ne fotte delle arterie e non teme l'ipertensione) Soffriggere la cipolla dopo averla tritata velocemente nel mixer. Buttarla nell'olio caldo ma se avete fretta, anche tiepido. Aspettare che la cipolla appassisca (avendo giorni a disposizione) e buttate le carote dopo averle tritate nel mixer. A fuoco massimo sulla piastra grande, fiamma enorme, far cuocere il tutto agitandosi, perché il composto continua a seccare invece di dorarsi. Tenere a portata di mano dell'acqua (un estintore sarebbe esagerato) Se il tutto non brucia, dividete il rosso duovo (che sarebbero le carote) in tre mucchietti e appoggiatevi sopra i tomini del boscaiolo, facendo in modo che risultino in centro..Schiacciarli giù, in modo che sembrino tuorli circondati da albume. Abbassate il fuoco al minimo, coprite e aspettate che i tomini si sciolgano un po'. Fotografate prima che prolassino. Se vi ricordate (io per esempio mi sono dimenticato prima della foto) aggiungere una goccia di Tamari (salsa di soja scura) nel centro dell'uovo, così sembra che l'uovo sia anche "gallato". Una vera finezza, che mio figlio 3 apprezza.

Frittata alla pasta vecchia

Per fare questa frittata, essere sposati non è indispensabile, ma aiuta.
INGREDIENTI:
- 3 uova 
- Parmigiano finto
- Olio di oliva
- Un contenitore di plastica con tappo, appannato, con dentro un bel po' di pasta condita con il pesto. Nel mio caso lo ha trovato mia moglie in frigo (vedi la premessa) e ha chiesto: "Ma da quand'è che è qui questa pasta"? Dopo di che l'ha presa per buttarla, ma poi si è distratta e la pasta è tornata in frigo fino al giorno dopo.

- Patate e fagiolini lessi (anche da pochi giorni o poche ore)
TEMPO DI PREPARAZIONE: 2 giorni
Primo giorno: ritrovare l'avanzo di pasta
Secondo giorno:
Mettere in una padella l'olio. Quando è caldo buttare la pasta al pesto, dopo aver eventualmente eliminato la leggera (e del tutto naturale) fioritura bianca. Tanto il calore dell'olio brucia tutto.
Aggiungere le patate lesse (poche) tagliate a pezzetti e i fagiolini (pochissimi). La frittata è ancora più buona senza patate e fagiolini, ma non sarebbe una vera frittata alla pasta al pesto. Io li ho messi.
Rosolate bene il tutto, in modo che il fuoco purifichi quel che c'è da purificare. Intanto, in una ciotola che poi puzzerà di uovo per sempre versate il contenuto delle uova e sbattete con una forchetta aggiungendo il parmigiano finto e un pizzico di sale. Se la parte liquida è poca rispetto alla massa rosolante, allungate le uova con albume. Quindi versate l'uovo sbattuto sopra la pasta e patate e con un cucchiaio livellate bene. Regolate la fiamma piccola.
Coperchiate e dopo 5 minuti aprite per vedere se ha fatto un po' di crosta sopra. Non l'ha fatta. Ricoprite e aspettate altri 5 minuti, quindi sollevate il coperchio e vedrete che ancora la crosta non c'è. Potete aumentare il gas, ma lo fate a vostro rischio.

Prima o poi il soffitto della frittata diventa un minimo consistente. E' il momento per voltare la frittata. Ci sono due modi.
A) Con la mano sinistra appoggiata sull'anca sinistra e la padella impugnata saldamente nella destra, si esegue un movimento di polso alla Rocco Siffredi tentando di far volare la frittata in un volo carpiato. Ma.
a1) in genere la frittata non si stacca dalla padella. a2) se decolla, solitamente ricade dallo stesso lato, schizzando l'olio in giro. a3) il più delle volte si scompone in volo come un fuoco d'artificio.
Per questo io seguo il metodo B
B) Con una paletta e con un sacco di bestemmie si stacca la frittata dal fondo della antiaderente. Si impugna il coperchio con la sinistra tenendo la parte interna rivolta verso l'alto. Con la destra si tenta di far slittare la frittata sul coperchio. A me riesce una volta su tre. Quando non riesce è perché la frittata si spacca come un campo a Fukushima dopo il terremoto e rimane ghigliottinata dai bordi della padella; oppure, b2, la frittata porta ocn sé sul coperchio un sacco di olio bollente, il quale cola fuori dal coperchio e si raccoglie sulla pelle dell'avanbraccio, appena sotto il polso.
La frittata è finita. Io non l'ho assaggiata, ma i figli hanno detto che era buonissima e persino la moglie. (quella che pensa di aver buttato via la pasta).

La foto non è mia. La mia frittata è differente

Polpette di tofu

Il tofu, di per sé, sa di un cazzo (Sarebbe preferibile che le signore, a questa affermazione, non annuissero). Ma sono proteine e in qualche modo bisogna conciarlo. C'è una ricetta con cui si cuoce con i ceci e il porro, ma alla fine, se non lo sommergi di zenzero, continua a sapere di un cazzo. (Le signore continuino a rimanere indifferenti per favore)
Invece, non sono malaccio le polpette di tofu con olive.
Ingredienti:
- Un tofu (grande come un mezzo sapone di Marsiglia
- Un buon etto di Parmigiano finto
- Pangrattato
- Un Uovo o albume
- Pepe
- Ricotta, due cucchiai
- mezzo spicchio d'aglio
- 2 quadrotti di Philadelphia alle olive
- una manciata di olive denocciolate
- Qualche cappero

Mettere nel frullatore il sapone di Tofu tagliato a quadretti e frullarlo finché non si appiccica per bene alle pareti del mixer. Scendere la poltiglia in una ciotola che userete per l'impasto.
Riservate il medesimo trattamento al parmigiano finto, tagliato anch'esso a dadini. Quando avrete finito, vi accorgerete che sarebbe stato meglio tritare prima il parmigiano e poi il Tofu, perché il Tofu lascia il mixer umido e il parmigiano, soprattutto se finto, si bagna, si incolla alle pareti del mixer come fosse silicone, e non viene via facilmente.
Scendete nella ciotola anche il parmigiano finto.
Ora tritate le olive, che se le comprate snocciolate devono essere snocciolate. Se mentre le macinate con il frullatore sentite dei rumori assurdi, come sassate contro le vetrine durante una manifestazione NoTAV, significa che non tutte le olive erano snocciolate. Fermate immediatamente il mixer, come se si accendesse la spia dell'olio in auto, e fate due cose: 1a) se siete credenti, invocate Dio pregando che non si siano rovinate le lame del mixer, soprattutto se è di vostra moglie. 1b) se non siete credenti, limitatevi a nominare Dio più volte, condendolo come vi pare. 2) Ravanate nella poltiglia oleosa alla ricerca dei noccioli ed eliminateli.
Scendete anche il frullato di olive e capperi nella ciotola.
Aggiungete l'uovo, la ricotta, l'aglio tritato a mano e impastate, magari grattateci sopra il pepe (il sale lo do per scontato).
Nel frattempo, mettete su l'acqua per la pasta, perché soltanto con questo piatto non sfamate nessuno.
L'impasto sarà probabilmente umidiccio. Allora voi che fate? Aggiungete del pangrattato, ché il pane assorbe l'acqua e il tutto prende consistenza.
Altro pangrattato serve per impanare le polpette che appiattirete a mano e appoggerete su una padella antiaderente con olio caldo. (Su come far bruciare l'olio ho già detto in passato: basta distrarsi un momento con la tv o il Sudoku mentre vi sedete a fare pipì. Un attimo e quello brucia).
Basta: le polpette friggono. Bisogna girarle, ovviamente, che non sempre è semplicissimo perché se avete messo poco pangrattato, quelle tendono a prolassare e appena le toccate con un attrezzo da cucina si spappolano.
Facciamo che riuscite a friggerle bene. Non c'è altro da dire o da fare. Servitele.
Io non so come siano venute le mie oggi, perché è giovedì e sono a dieta Dukan, quindi non posso assaggiarle.
I miei le hanno mangiate e non mi hanno detto niente. Come al solito.

Crostata Eli

Come sempre, quando accendo il forno, faccio una torta principale e una torta di back-up, perché non si sa mai. E faccio sempre bene.
Oggi la torta principale è una crostata. La mia prima crostata. La ricetta è gentilmente offerta da una mia amica e, pensando di farle cosa sgradita, la divulgo qui di seguito, con i miei commenti. Per distinguere ricetta e commenti, sacro e profano, lascio una riga di spazio.

L'impasto:
il giorno prima metti in una ciotola ampia 300 gr di farina, un pizzico di sale, un uovo intero e un tuorlo (non buttare l'albume, ti servirà in seguito). Unisci 150 gr di burro fuso e fatto raffreddare e 150 gr di zucchero. Impasta bene e lascia riposare in frigo tutta la notte ricoprendolo di cellofane.


Fatto tutto. Perfetto. Nessunissimo problema. È una ricetta semplice ed è spiegata molto bene.

Il giorno successivo (è importante il riposo di un giorno o di mezza giornata) imburra una teglia da crostata, prendi la palla che hai creato e usane due terzi o meglio metà (vai a occhio, pensa che con l'altra parte devi creare i rotolini da posizionare in reticolo e uno più lungo per il perimetro di tutta la crostata).
Con i pollici stendi la base (puoi usare il mattarello e poi usare le dita, io non voglio che sia molto spessa).

I pollici sono forse gli arti che ho usato di meno. La palla di pasta frolla, rimanendo in frigo quasi 24 ore, è diventata così dura che potrebbe essere usata come boccia da curling. Per staccarla dalla ciotola in cui l'avevo riposta con tanta fiducia, ho dovuto fare leva con il manico dello schiaccianoci. La cosa non è lavorabile con armi convenzionali. Per appiattirla, (rifiutandomi di tirar fuori mattarello e asse di legno, perché poi toccherebbe lavarli e io sono pigro) si possono usare i pugni, i gomiti e anche le ginocchia. Io ho resistito alla tentazione di mettere il masso nel microonde, ma potrebbe essere un'idea. Dopo un po', comunque, la cosa si ammorbidisce e si lascia stendere.
Ho usato una teglia di vetro e l'ho imburrata come una scaloppina, ma la pasta, una volta che si è ammorbidita, è appiccicosa come silicone e per staccare la crostata, alla fine si è costretti a spaccare il vetro.

Ora prendi la marmellata (preferisco quella di fragole, piace a tutti, soprattutto agli uomini), stendila (uno strato non troppo spesso per non esagerare con il dolce che poi infastidisce). Non arrivare vicino al bordo.

Mettere la marmellata è troppo facile, tanto che mi chiedo cosa posso aver sbagliato.

Poi comincia a prendere pezzetti di pasta che velocemente (non scaldarli troppo tra le mani) fai diventare dei rotolini (per il loro diametro ricorda che poi con il calore si gonfiano quindi non esagerare), crea dei reticoli prima in un verso e poi nell'altro.

La mia pasta ormai è quasi liquida e non c'è modo di fare dei rotolini. Sembrano più serpenti con il topo dentro, che cilindretti. Per produrli l'unico modo è tenerli per la coda, sospesi in verticale e quelli si allungano verso il basso attirati dalla forza di gravità. Uno si spezza e cade al suo posto. Strano. Gli altri no.

solo alla fine metti il rotolino della circonferenza del bordo (per nascondere le punte delle striscioline). Spero che la pasta ti sia bastata.

Ecco, sì alla fine è bastata e anzi, con gli avanzi ho fatto 4 capezzolini che ho appoggiato nel mezzo.

Con i rebbi di una forchetta (i rebbi? Gesù!) crea le decorazioni perpendicolari al bordo schiacciando un po' la pasta della circonferenza.

Altro errore da me commesso. Per creare i solchetti decorativi ho spinto verso il basso e il rotolino di circonferenza è sprofondato, inabissandosi.

Spalma l'albume che hai conservato con i tuo dito (se hai un pennello sei uno chef)su tutta la pasta che vedi.

Non ho un pennello da chef, ma quelli normali da pittura li pulisco bene dalla vernice altrimenti si induriscono e poi devo buttarli via.

Fine!
Metti in forno a 180 gradi. 20 minuti coprendo la crostata con la carta forno e 20 minuti togliendo la carta. Controlla gli ultimi 5 minuti che non si abbrustolisca troppo (dipende dalla potenza del forno), a me comunque non piace cadaverica ma colorata perché diventa più gustosa e croccante.


Tolta la carta da forno. Dopo 20+20 minuti, a me la pasta sembra più molle che mai. La lascio ancora un po'? Non è che dovrà raffreddare per diventare crosta? Io altri 10 minuti glieli concedo.


La spaccatura evidente in foto sulla superficie della torta di back-up è un fenomeno ben noto ai geologi e si chiama frattura endogena. Qui la causa non è tanto la deriva dei continenti, quanto quel cucchiaino di lievito non richiesto e non gradito dagli altri ingredienti, che ho voluto aggiungere per tirarla un po' su.
Due torte producono un quantitativo di profumo difficile da smaltire, ma il rimedio c'è. Io, per esempio, pulisco e metto a cuocere i broccoli nella pentola a pressione. Poi la faccio sfiatare allegramente per 5 minuti

Spaghetti alla carbonara vegetariana

Invece della pancetta o del guanciale (se avete un figlio picio e/o vegetariano) prendete due zucchini phalloidi, che a differenza dell'amanita non sono velenosi, ma hanno forme e dimensioni imbarazzanti. Tagliatene uno nel senso della lunghezza in tante strisce (brrrrrrrrr) e poi affettatele pure, in modo da ottenere dei cubetti. Buttate il tutto nell'olio caldo e friggete. I cubetti sono pronti quando diventano dorati.
A parte cuocete gli spaghetti, ma dopo.
Prima, in una ciotola mettete delle uova, del pecorino e del pepe, proprio come quando si fa la carbonara. Uova quante? Diciamo un uovo a testa? Se le uova sono quattro, direi 3 uova e un rosso.
Sbattete bene uova, pecorino e pepe. Sbattete, sbattete e sbattete e quando siete stanchi versate il tutto sui dadini di zucchino.
Cazzata galattica! In questo modo l'uovo si rapprende subito e insieme agli zucchini dorati forma quella che sarebbe una frittata di zucchini. Ormai è fatta. Quindi, velocemente, ma molto molto velocemente affettate l'altro zucchino, fatelo a cubetti e rifriggetelo.
Quando si dorerà (cioè mai) spegnete e mettete la padella all'aperto, sperando che sia inverno e si raffreddi.
La pasta, per puro culo non l'avevate già buttata giù e quindi non è scotta. Agnesi? Ma chissenefrega! Non c'è tempo, dovete rigrattare il pecorino, che intanto è finito nella frittata. Usate parmigiano finto che va bene lo stesso. Non dimenticate il pepe e recuperate anche l'albume di prima, che tanto sono tutte cazzate.
Scolate gli spaghetti e versateli umidicci nella padella del secondo zucchino. Mescolate un po', così si raffreddano un po'. Poi versate il composto di uovo formaggi vari e pepe.
Mescolate a fuoco basso o forte o spento. Dipende se volete fare anche la frittata di pasta.
Servite a tavola prima gli spaghetti e poi la frittata.
Buono, anche se nelle frittata di zucchini c'è troppo pepe e si sente che mancano le cipolle.


Torta carote e nocciole

Allora, si prendono 500 gr di carote, si lavano e si gratta via lo sporco. Poi si tritano nel frullino. Alla fine sembrano decisamente troppe e allora se ne toglie un po' diciamo un paio di cucchiai belli pieni se ne vanno.
Si rompono le nocciole per averne 150 grammi, ma a metà ci si accorge di averne un sacchetto già pronto in casa. E sono pure già tostate. Allora si macinano e si buttano insieme alle carote.
4 uova. Si rompono e si separa il bianco dal rosso. Un rosso cade nel lavandino. Non cercate di recuperarlo perché non si farà prendere. Prendete un altro uovo, e dell'albume in più che avanzerà non so che dirvi.
Montare con le fruste elettriche (si trovano anche nei pornoshop per il BSDM) i tuorli con 150 gr di zucchero (io faccio 140) fino a che viene una bella crema e tenerla da parte.
Nel catino dove avete messo le carote e le nocciole aggiungete 75 gr di farina e 75 di maizena o fecola di patate. Mescolate l'impasto e non fatevi prendere dal panico quando vedrete che è molto liquido. Io mi sono fatto prendere dal panico e ho aggiunto due cucchiai di farina lievitante.
Aggiungere i rossi montati e mescolare a mano o con lo sbattitore.
Dopo un po' versare il tutto in una ciotolona e incorporare i 4 albumi montati a neve. Mescolare dal basso verso l'alto per il motivo che sanno tutti ma che adesso mi sfugge.
Io l'ho fatto e non ho sbagliato.
Versare il tutto in una tortiera da 24 e infornare a 180 gradi per un tempo che varia da 40 a 60 minuti. Dipende da un sacco di cose, se il forno è elettrico, se è ventilato ecc
Buona.

Fusilli ai peperoni piccoli

Per cominciare, fusilli ai peperoni piccoli.
Ecco la ricetta (inventata oggi facendo la spesa al Gigante)
Prendete un peperone giallo piccolo e un peperone rosso piccolo. Oppure prendete un peperone normale che sia metà giallo e metà rosso.
Prendete un porro piccolo.
Fate un soffritto con il porro, intanto tritate con il coltellaccio il piccolo peperone rosso e il piccolo peperone giallo. Buttate nel soffritto la fanghiglia di peperone così ottenuta. Lasciate cuocere un po' allungando con qualcosa (io avevo una bottiglia aperta di spumante secco e ormai sbollicinato, avanzo di capodanno). Va bene qualsiasi cosa pur di non bruciare le verdure, anche acqua.
Quando il composto è cotto, aggiungere un etto di Philadelphia e grattare del finto parmigiano da mettere alla fine.
Praticamente siamo già alla fine, quindi aggiungere due belle manciate di finto parmigiano e mescolare il tutto.
Importante: già che spostate il colapasta con i fusilli dentro, che colano acqua in giro per la cucina, fatelo passare sopra la padella, così la piastra si sporca meno e un po' d'acqua di cottura finisce nella salsa. Buttate i fusilli cotti (4-500 gr) nella padella e, a fuoco basso, mescolate. Se non c'è nessuno che aspetta, mescolate bene. Se gli ospiti sono lì che guardano, bisogna sbrigarsi per non perdere popolarità.
Servire nei piatti e aggiungere altro finto parmigiano (Ad Alessandro Costa no, ché non gli piace).
Note: non ho parlato di sale perché a casa nostra non si usa. Forse sarebbe bene metterne un pizzico a livello soffritto.

Del secondo non parlo.

Pirilli alle trombette

Qualche settimana fa ho avuto la sensazione che mio figlio 1 (anni 20) non credesse più alle bistecche di Triceratopo e al vomito di Velociraptor, per cui ho cominciato a chiamare le cose con il loro nome, rispettivamente, melanzane e zucchine. La cosa non è piaciuta.
Per fare in modo che continuasse a mangiare le verdure, ieri mi sono inventato una ricettina.
Ingredienti:
- 4 trombette (zucchini a forma di grosso spermatozoo)
- Una cipolla e mezza
- un frullatore a immersione
- un taglia zucchini elettrico
- olio
- pasta grossa
- parmigiano finto
- pan grattato
Innanzi tutto tritare la cipolla e metterla in padella prima che l'olio bruci. Se sentite l'odore dell'olio risalire i turbinati delle narici, vuol dire che è già tardi. In quel caso, togliete la padella dal fuoco e aspettate un attimo prima di aggiungere le cipolle tritate.
Mentre la cipolla si ustiona, passate gli zucchini nella macchina che li taglia a dischetti. Io ne ho una presa con i punti Conad. Per tagliare, taglia; il problema è dove proietta le rotelle di zucchina: una buona metà finisce nel piatto, l'altra, per via della forza centrifuga finirebbe in terra. Non a me, perché io sto con la pancia schiacciata contro il piano di lavoro e faccio da sponda.
Per dischettare 4 trombette ci vuole tempo, quello giusto perché le cipolle siano tostate. Aggiungete gli zucchini e un cucchiaino di dado vegetale o sale.
Intanto fate cuocere la pasta. Non sto certo a dirvi come si fa. Vi dico solamente che ci vuole una pasta grossa. Non so il nome, ma pensate di tagliare un tratto di 4 cm di un tubo di gomma da giardino oppure provate a immaginare il pirillo di Brunetta e più o meno avrete capito.
4 etti di pasta vanno bene.
Mentre la pasta scuoce e gli zucchini attaccano, grattate una dose generosa di parmigiano finto.
Se pensate di avere il tempo di preparare una teglia con la carta da forno, vi sbagliate. Mentre tagliate la carta, gli zucchini bruciano e la pasta riprende il bollore spostando il coperchio, l'acqua tracima imbrattando di amido il piano della cucina. QUINDI: MAI RIMETTERE IL COPERCHIO SULLA PASTA DOPO AVERLA BUTTATA. MAI!
Prendere il frullatore a immersione e frullate gli zucchini, in modo che non si capisca più che sono zucchini. Scolare i pirilli.
Sistemare uno strato di pasta e livellare con la poltiglia verde frullata. Coprire con un velo di parmigiano finto. Altro strato di pasta, altro verde e altro parmigiano finto. Terzo strato, terza colata verde e parmigiano. Oliare un poco (poco) e coprire con pangrattato. Infornare.
Servire caldo. Ma non è finita. Alla domanda: “Che cos'è?” rispondere immediatamente: “Perché, non ti piace?” È una risposta sufficientemente lunga, perché in quei due secondi necessari a pronunciarla tutta, l'interesse per il cibo e per voi sarà già finito, totalmente risucchiato, catturato e monopolizzato dall'iphone. E potrete rilassarvi.

Merluzzo al latte

La foto non è mia perché sono pigro, non ho voglia di prendere la macchina e soprattutto perché le immagini di cibo o sono fatte da chi è capace o il cibo sembra già digerito. Ciò detto, si prende una padella con un diametro importante. Non la misuro perché dovrei alzarmi a cercare un metro e sono pigro. Diciamo: abbastanza grande.
Si prende un grosso spicchio d'aglio e lo si trita finemente. I miei figli, che hanno una vita adolescenziale o universitaria mi odiano per questo e non sono simpatico neanche alle loro fidanzate, ma io l'aglio lo metto dappertutto e abbondo anche.
Versate un paio di cucchiai di olio nella padella (un paio = tre) e quando è ben caldo buttate l'aglio tritato a dorare. Mentre quello sfrigola e riempie la casa di profumo e buon umore, tritate un bel mazzetto di prezzemolo. Io che sono pigro lo prendo direttamente dal vaso di mia madre che ha una certa età, e che, se non se lo trova più, magari crede di averlo usato. Ma voi potete comprarlo.
Quando il prezzemolo è pronto, vi coglierà il dubbio: “ma non bruceranno 'ste foglioline così piccole in quell'olio così caldo”? Certo che bruceranno, ma intanto è già bruciato l'aglio, per cui non farà nessuna differenza.
Mescolate velocemente prezzemolo e aglio nella padella in modo che si mescolino, e buttate i filetti di merluzzo, meglio se liberati dalla plastica. Coprite con un coperchio e abbassate la fiamma al minimo. Se il merluzzo è surgelato rilascerà dell'acquetta che eviterà la carbonizzazione.
Dopo qualche minuto, se proprio avete voglia, rigirate i filetti e prendete la bottiglia del latte dal frigo. Versate un po' di latte e mescolate. Il latte ha il difetto di scappare quando bolle, per questo non mettetene troppo. Non dovete fare un cappuccino. Aggiungete altro latte man mano che si secca. Finito. Spegnete. Il merluzzo cuoce in fretta e la pietanza è già pronta.